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Bonus mamme 2025: un nuovo sostegno per le lavoratrici e un’occasione per le aziende attente al benessere

| Alessandro Gradelli | ,

Nel 2025 arriva una novità importante per le lavoratrici madri: il nuovo Bonus mamme, una misura che punta a sostenere le donne con figli e a favorirne la permanenza nel mercato del lavoro. L’intervento, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e attuato con circolare INPS a fine ottobre, rappresenta una tappa intermedia nel percorso di riforma dei sostegni alla genitorialità, con effetti interessanti anche per le aziende.

Un sostegno concreto, ma con regole precise

Il Bonus mamme 2025 consiste in un contributo di 40 euro al mese, per un totale massimo di 480 euro nel corso dell’anno. Può sembrare una cifra modesta, ma il suo significato è più ampio: la misura nasce con l’intento di offrire un aiuto economico diretto alle madri lavoratrici, pubbliche o private, che spesso si trovano a dover bilanciare il lavoro e la cura della famiglia.

La principale novità rispetto agli anni precedenti riguarda la modalità di erogazione. Non si tratta più di uno sgravio contributivo in busta paga – come accadeva con la decontribuzione per le mamme con due o tre figli – ma di un bonus economico diretto che viene erogato dall’INPS, previa presentazione di apposita domanda.

Il contributo non concorre alla formazione del reddito, è esente da imposte e contributi e non incide sull’ISEE. Sarà versato in un’unica soluzione entro dicembre 2025, oppure entro febbraio 2026 per le domande presentate a fine anno.

Chi può richiederlo

Il bonus è destinato alle madri lavoratrici dipendenti, sia del settore pubblico che privato, e anche alle autonome o libere professioniste iscritte alla Gestione separata INPS o a casse previdenziali. Sono però esclusi i rapporti di lavoro domestico.

Per ottenere il contributo servono alcuni requisiti:

  • avere almeno due figli (il più piccolo deve avere meno di 10 anni);
  • oppure tre o più figli, in questo caso il bonus è riconosciuto fino ai 18 anni del figlio più giovane;
  • avere un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.

È bene ricordare che chi già beneficia dell’esonero contributivo totale previsto per le madri con tre o più figli a tempo indeterminato non può cumulare anche il bonus per i mesi in cui gode dell’esonero.

Come presentare la domanda

La richiesta va inoltrata direttamente all’INPS, entro il 7 dicembre 2025, utilizzando le proprie credenziali digitali (SPID, CIE, CNS o eIDAS). È possibile presentarla anche tramite il Contact Center dell’Istituto o con il supporto dei patronati.

Servono pochi documenti: i dati anagrafici propri e dei figli, il codice fiscale, e le informazioni sul proprio rapporto di lavoro. È consigliabile avere a disposizione anche l’ISEE, che pur non essendo necessario ai fini del calcolo, può essere richiesto per alcune verifiche.

Le domande inviate dopo il 7 dicembre ma entro il 31 gennaio 2026 saranno comunque accettate, con pagamento del bonus entro febbraio 2026.

Un’opportunità anche per le aziende

Anche se il bonus non passa dal datore di lavoro, è importante che le aziende lo conoscano e ne parlino internamente. Le funzioni HR possono svolgere un ruolo chiave nel diffondere l’informazione, accompagnando le lavoratrici interessate nella compilazione della domanda o segnalando i patronati convenzionati.

Inoltre, il Bonus mamme 2025 può diventare un’occasione per rafforzare la cultura aziendale del welfare. Parlare di sostegno alla maternità, conciliazione e inclusione non è solo una questione normativa: è parte integrante della responsabilità sociale d’impresa e della capacità di attrarre e trattenere talenti femminili.

Un datore di lavoro attento può cogliere questa misura come spunto per valorizzare ulteriormente le proprie politiche di flessibilità: congedi personalizzati, orari adattabili, rientri graduali post-maternità, benefit per l’infanzia o supporti alla genitorialità condivisa.

Uno strumento ponte verso politiche più strutturate

Il Bonus mamme 2025 nasce come misura transitoria, in attesa che dal 2026 diventino operative forme di decontribuzione più stabili e mirate. Tuttavia, rappresenta un segnale chiaro: sostenere le madri lavoratrici non è più un tema solo familiare o sociale, ma anche economico e produttivo.

Per le aziende, questo significa inserire la dimensione della genitorialità nel cuore delle strategie HR e di welfare. Per le lavoratrici, significa sentirsi viste, riconosciute e sostenute in una fase della vita in cui conciliare tutto non è mai semplice.


In sintesi

  • Importo: 40 €/mese, massimo 480 € per il 2025
  • A chi spetta: madri lavoratrici con almeno 2 figli (reddito ≤ 40.000 €)
  • Come si richiede: domanda all’INPS entro il 7 dicembre 2025
  • Pagamento: dicembre 2025 o febbraio 2026
  • Obiettivo: sostenere la maternità e favorire la permanenza delle donne nel lavoro

Redazione a cura dell’ H.R. Dr. Alessandro Gradelli

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Bonus mamme 2025: un nuovo sostegno per le lavoratrici e un’occasione per le aziende attente al benessere

Studio Gradelli

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