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Parità di genere e incentivi: l’INPS avvia la nuova campagna di esonero contributivo per le imprese

| Alessandro Gradelli | ,

Il tema della parità di genere non è più soltanto una questione culturale o valoriale, ma è diventato negli anni un vero e proprio fattore strategico per le aziende. Le politiche di inclusione, se strutturate e misurabili, possono tradursi in vantaggi concreti anche sul piano economico. È proprio in questa direzione che si muove l’INPS, annunciando l’avvio della campagna per l’esonero contributivo dell’1% destinata ai datori di lavoro privati che hanno conseguito la Certificazione della Parità di Genere.

L’iniziativa si inserisce nel solco della Legge n. 162 del 2021, che ha introdotto strumenti premiali per le imprese capaci di dimostrare un impegno reale e verificabile nella riduzione del divario di genere. Non si tratta quindi di un semplice adempimento formale, ma del riconoscimento di un percorso organizzativo che riguarda le politiche retributive, le opportunità di carriera, la tutela della genitorialità e l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Dal punto di vista pratico, l’agevolazione consiste in un esonero contributivo pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo annuale di 50.000 euro per ciascuna azienda. Un beneficio tutt’altro che marginale, soprattutto in un contesto in cui il costo del lavoro continua a rappresentare una delle principali voci di spesa per le imprese.

L’esonero è riservato ai datori di lavoro privati che abbiano ottenuto la Certificazione della Parità di Genere entro il 31 dicembre 2025. È questo il requisito essenziale per poter accedere alla campagna attivata dall’INPS. Non conta la dimensione dell’azienda né il settore di appartenenza: ciò che fa la differenza è la capacità di dimostrare, attraverso un sistema certificato, l’adozione di politiche aziendali inclusive e orientate alla parità.

Domande aperte fino al 30 aprile 2026: attenzione alle tempistiche

Con il messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025, l’Istituto ha ufficialmente comunicato l’apertura della procedura per la presentazione delle domande di esonero. Le aziende interessate hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per inoltrare la richiesta, esclusivamente in modalità telematica, attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo).

È importante sottolineare che l’esonero non viene riconosciuto automaticamente: anche le imprese già in possesso della certificazione devono presentare una domanda specifica, compilando il modulo dedicato “SGRAVIO PAR_GEN” e indicando tutte le informazioni richieste, tra cui i dati della certificazione e la forza lavoro aziendale.

Con specifico riferimento alle modalità di compilazione della domanda telematica di autorizzazione all’esonero:

  1. i dati identificativi del datore di lavoro (matricola e codice fiscale);
  2. la retribuzione media mensile globale stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui all’articolo 46-bis del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna;
  3. l’aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui al citato articolo 46-bis;
  4. la forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità della “Certificazione della parità di genere” di cui al citato articolo 46-bis;
  5. la dichiarazione sostitutiva, rilasciata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, di essere in possesso della “Certificazione della parità di genere” di cui al citato articolo 46-bis, l’identificativo alfanumerico del certificato della parità di genere, nonché la denominazione dell’Organismo di certificazione accreditato che lo ha rilasciato in conformità alla Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, ai sensi del citato decreto ministeriale 29 aprile 2022;
  6. la data di emissione della suddetta certificazione, nonché il periodo di validità della stessa. Si precisa che in caso di modifica del certificato da parte dell’Organismo di certificazione occorre indicare esclusivamente la data della prima emissione del certificato in corso di validità.

Una volta chiusa la finestra temporale, l’INPS procederà all’analisi delle richieste. Qualora le domande complessive superino le risorse stanziate, l’Istituto potrà applicare una riduzione proporzionale dell’importo riconosciuto. Per questo motivo, è consigliabile non attendere gli ultimi giorni e pianificare per tempo l’invio dell’istanza.

Non solo un risparmio contributivo, ma una scelta di visione e uno sgardo al futuro

Al di là del vantaggio economico immediato, l’esonero contributivo rappresenta il segnale di un cambiamento più profondo nel modo di fare impresa. La Certificazione della Parità di Genere non è solo una leva per ottenere incentivi, ma uno strumento che rafforza la credibilità e l’attrattività dell’azienda nei confronti di lavoratori, clienti e partner commerciali.

Sempre più spesso, infatti, le scelte di mercato e di carriera sono influenzate dalla capacità delle imprese di dimostrare attenzione ai temi ESG e alla responsabilità sociale. In questo scenario, l’intervento dell’INPS diventa un’occasione per trasformare valori e politiche organizzative in vantaggi concreti e misurabili, contribuendo allo stesso tempo a un mercato del lavoro più equo e sostenibile.

Per le aziende che hanno già ottenuto la certificazione, la campagna di esonero rappresenta un’opportunità da cogliere senza esitazioni. Per quelle che non l’hanno ancora fatto, invece, è un chiaro segnale della direzione intrapresa dal legislatore e dagli enti previdenziali: investire nella parità di genere conviene, oggi più che mai.

La strada verso un’organizzazione del lavoro più inclusiva è ormai tracciata, e strumenti come questo dimostrano che l’attenzione alle persone può andare di pari passo con la sostenibilità economica dell’impresa.

Redazione a cura dell’ H.R. Dr. Alessandro Gradelli

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Parità di genere e incentivi: l’INPS avvia la nuova campagna di esonero contributivo per le imprese

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