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Salute e sicurezza sul lavoro: più tempo per la formazione nei settori turismo e ristorazione

| Alessandro Gradelli | ,

La salute e sicurezza sul lavoro rappresentano da sempre un tema centrale per le imprese, ma assumono un’importanza ancora maggiore nei settori turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande, caratterizzati da un’elevata intensità operativa, da un forte turn over del personale e da una marcata stagionalità. Proprio per rispondere alle criticità organizzative tipiche di questi comparti, il legislatore è intervenuto con una misura specifica e attesa da molte aziende.

Con la legge 29 dicembre 2025, n. 198, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 31 dicembre, viene introdotta una novità rilevante in materia di formazione obbligatoria sulla sicurezza, pensata per rendere più sostenibile il rispetto degli obblighi normativi senza compromettere la tutela dei lavoratori.

Nel turismo e nella ristorazione le aziende si trovano spesso a gestire:

  • assunzioni concentrate in periodi molto brevi (stagione estiva, festività, eventi),
  • personale stagionale o a tempo determinato,
  • turnazioni serrate e carichi di lavoro elevati,
  • difficoltà logistiche nel programmare corsi di formazione completi prima dell’inizio dell’attività.

In questo scenario, il rispetto delle tempistiche ordinarie previste per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro si è spesso tradotto in un adempimento formale, talvolta difficile da conciliare con le esigenze operative. La nuova legge nasce proprio dall’esigenza di allineare la normativa alla realtà organizzativa delle imprese, senza rinunciare ai principi fondamentali della prevenzione.

La legge n. 198/2025 introduce una maggiore flessibilità nei tempi di svolgimento della formazione obbligatoria per i lavoratori impiegati nei settori turistico-ricettivo e della ristorazione.
L’obiettivo non è ridurre gli obblighi, ma consentire alle aziende di distribuire la formazione in un arco temporale più compatibile con l’attività lavorativa, soprattutto nelle fasi di avvio della stagione o in presenza di picchi di lavoro.

Resta fermo il principio secondo cui il datore di lavoro è tenuto a garantire:

  • l’adeguatezza dei contenuti formativi,
  • la coerenza della formazione con i rischi specifici dell’attività svolta,
  • il completamento dei percorsi previsti dalla normativa vigente.

Un aspetto fondamentale da chiarire è che la nuova disposizione non comporta un abbassamento del livello di tutela dei lavoratori. La sicurezza sul lavoro continua a essere un obbligo primario e inderogabile per il datore di lavoro.
La maggiore elasticità temporale è pensata per favorire una formazione più efficace e consapevole, evitando corsi svolti in modo frettoloso o esclusivamente per adempiere a un obbligo formale.

In altri termini, si passa da una logica puramente burocratica a una visione più sostanziale della formazione, intesa come strumento reale di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute.

Per le imprese del settore turismo e ristorazione, la novità normativa rappresenta un’opportunità concreta sotto diversi profili:

  • migliore pianificazione della formazione, integrata con i cicli produttivi e stagionali;
  • riduzione del rischio sanzionatorio, grazie a una gestione più ordinata degli obblighi;
  • maggiore attenzione alla qualità della formazione, con effetti positivi sulla sicurezza reale;
  • valorizzazione del capitale umano, anche in presenza di personale stagionale o neoassunto.

Una gestione corretta della formazione in materia di salute e sicurezza diventa così un elemento distintivo dell’impresa, capace di incidere anche sul clima aziendale, sulla responsabilizzazione dei lavoratori e sull’immagine complessiva dell’attività.

La legge n. 198/2025 rafforza un messaggio chiaro: la prevenzione non è un costo, ma un investimento. Nei settori turistico-ricettivo e della ristorazione, dove i rischi legati a carichi di lavoro, attrezzature, ambienti affollati e sicurezza alimentare sono quotidiani, una formazione ben strutturata contribuisce a:

  • ridurre infortuni e malattie professionali,
  • migliorare l’organizzazione del lavoro,
  • aumentare la consapevolezza e la responsabilità dei lavoratori.

La nuova disciplina introdotta dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198 rappresenta un passo importante verso una normativa più equilibrata e aderente alle esigenze delle imprese del turismo e della ristorazione.
Più tempo per la formazione non significa meno sicurezza, ma la possibilità di costruire percorsi formativi più efficaci, pianificati e realmente utili.

Per aziende e imprenditori è il momento di cogliere questa opportunità, rivedendo i propri piani di formazione e trasformando un obbligo normativo in un fattore di crescita, qualità e sostenibilità dell’impresa.

Redazione a cura dell’ H.R. Dr. Alessandro Gradelli

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Salute e sicurezza sul lavoro: più tempo per la formazione nei settori turismo e ristorazione

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