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Fringe benefit e premi di risultato 2025: guida per PMI e studi professionali

| Alessandro Gradelli | ,

Scopri le novità 2025 su fringe benefit, premi di risultato e agevolazioni fiscali per lavoratori trasferiti. Checklist operativa per PMI e studi HR.

a fine dell’anno porta con sé scadenze importanti anche sul fronte HR e payroll. Con la Legge di Bilancio 2025, i datori di lavoro devono prestare attenzione ai fringe benefit, ai premi di risultato e alle nuove agevolazioni per i lavoratori trasferiti.

Ecco una guida pratica per evitare errori e cogliere le opportunità fiscali a disposizione di PMI e studi professionali.

Fringe benefit 2025: limiti e novità

Anche per il 2025, i datori di lavoro possono riconoscere ai dipendenti beni e servizi esenti da imposte entro i seguenti limiti:

  • 1.000 euro per tutti i lavoratori e lavoratrici;
  • 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Rientrano tra i benefit anche il rimborso delle utenze domestiche (acqua, luce, gas) e le spese per mutuo o affitto della prima casa.
⚠️ Attenzione: il limite è un tetto massimo — se viene superato, l’intero importo diventa imponibile ai fini fiscali e contributivi.

Per garantire una gestione corretta dei fringe benefit, le aziende devono completare entro dicembre le seguenti attività:

  1. Individuare i dipendenti beneficiari e il valore dei benefit erogati.
  2. Raccogliere le autocertificazioni relative ai figli fiscalmente a carico.
  3. Verificare le condizioni di carico familiare entro il 31 dicembre.
  4. Eseguire il conguaglio fiscale di dicembre, includendo eventuali superamenti.
  5. Trasmettere l’informativa alle RSU, se presenti.

Ricorda: si applica il principio di cassa allargato, quindi valgono anche i benefit erogati entro il 12 gennaio 2026.

Bonus per lavoratori trasferiti: fino a 5.000 € esenti

Una novità della Legge di Bilancio 2025 riguarda i lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025 che si trasferiscono oltre 100 km dalla precedente residenza.
Per loro, è prevista un’esenzione IRPEF fino a 5.000 euro annui per canoni di locazione e spese di manutenzione dell’abitazione locata, valida per i primi due anni dall’assunzione.

Requisiti principali:

  • reddito 2024 non superiore a 35.000 euro;
  • trasferimento di residenza documentato;
  • dichiarazione sostitutiva da presentare al datore di lavoro.

Questa esenzione ha solo effetti fiscali: i contributi INPS e INAIL restano dovuti.

Nel 2025, i premi di risultato beneficiano di una tassazione agevolata al 5% (invece del 10% ordinario).
Condizioni per accedere all’agevolazione:

  • previsione in un contratto aziendale o territoriale;
  • correlazione a incrementi di produttività, redditività o innovazione misurabili;
  • importo massimo di 3.000 euro lordi;
  • reddito da lavoro 2024 non superiore a 80.000 euro.

👉 Un vantaggio concreto per aziende che vogliono premiare i risultati e ottimizzare il costo del lavoro.

Cosa devono fare ora PMI e studi HR

Per non perdere i benefici fiscali e restare conformi alle normative:

  • pianificare premi di risultato tracciabili con imposta sostitutiva al 5%.
  • aggiornare le policy aziendali sui fringe benefit alle soglie 2025;
  • predisporre i moduli di autocertificazione per figli a carico;
  • coordinarsi con il consulente paghe per il conguaglio di dicembre;

Conclusione

Gestire correttamente fringe benefit e premi di risultato significa non solo rispettare la legge, ma anche rafforzare la retention e migliorare il benessere dei dipendenti.
Per le PMI e gli studi professionali, il 2025 offre un’occasione concreta per costruire strategie retributive più sostenibili e competitive.

Redazione a cura dell’ H.R. Dr. Alessandro Gradelli

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Fringe benefit e premi di risultato 2025: guida per PMI e studi professionali

Studio Gradelli

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