Dal 7 aprile 2026 lo smart working entra pienamente nella sicurezza sul lavoro: il datore deve fornire un’informativa completa sui rischi, pena sanzioni anche penali. Non basta più una gestione informale o documenti standard: serve un sistema strutturato, aggiornato e tracciabile. Il lavoratore diventa parte attiva nella prevenzione, ma la responsabilità resta in capo all’azienda. Lo smart working non è più solo flessibilità, ma un ambito di compliance obbligatoria. Chi non si adegua espone l’impresa a rischi concreti; chi lo struttura correttamente lo trasforma in un vantaggio organizzativo.